Mantova e Andrea Mantegna

Mantova e Andrea Mantegna

9 aprile 2016

Andrea Mantegna (1431 c. – 1506) è il pittore che genialmente rielabora gli stimoli del l’Umanesimo portati al nord da artisti fiorentini che operano tra Padova e Venezia (Paolo Uccello, Andrea del Castagno, Filippo Lippi, Donatello). Giovanissimo, a partire dal 1448 diventa il protagonista del distrutto ciclo della Cappella Ovetari agli Eremitani di Padova.

Ludovico II Gonzaga, che ne comprese immediatamente la grandezza, lo accolse a Mantova (1459). Qui dispiegò le sue grandi qualità per quasi mezzo secolo, inaugurando il più lungo e continuativo rapporto di una corte rinascimentale con un artista. La Camera picta altrimenti detta degli sposi (1465 – 1474) testimonia ancora oggi vertici di realismo straordinario e uno spettacolo figurativo originalissimo quale nessun altro, neppure a Firenze, avrebbe potuto creare.

E sempre a Mantova dipinse le nove tele dei Trionfi di Cesare, in cui la fissità statuaria e la ricerca del rigore prospettico cedono il passo al dinamismo di un maestoso corteo colto su una linea continua di quasi 27 metri.

La pala della Madonna della Vittoria, il Parnaso, Minerva che scaccia i vizi dal Giardino della Virtù, il Cristo morto rappresentano solamente alcuni dei molti capolavori che l’artista produsse a Mantova.

Il 13 settembre 1506 l’artista moriva nella città dei Gonzaga lasciando una considerazione tanto alta da essere definito uomo eccellentissimo, magnifico disegnatore e inventore, quasi un altro Apelle.

 

TESTO DI Gianfranco Ferlisi – Storico

 

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