Mantova dai mille volti

Mantova dai mille volti

25 aprile 2016

Città antichissima che affonda le sue origini nell’età etrusca, Mantova raggiunse il suo splendore in età comunale e soprattutto durante la lunga dominazione della signoria deiGonzaga (1328-1707). Al periodo comunale e al breve periodo di signoria dei Bonacolsi risalgono alcune importanti opere quali il Palazzo Bonacolsi, il Palazzo del Podestà, il Palazzo della Ragione e le chiese di San Lorenzo (la “Rotonda”) e del Gradaro.
Simbolo della signoria gonzaghesca è il Palazzo Ducale, una delle più estese ed elaborate regge d’Italia che racchiude in sé circa 500 tra sale e stanze con numerose piazze, cortili e giardini interni. Da segnalare, dal punto di vista architettonico, il Castello, la Domus Nova (di Luca Fancelli), la basilica palatina di Santa Barbara (di G. B. Bertani); dal punto di vista pittorico il capolavoro è la Camera degli Sposi (di Andrea Mantegna), ma notevoli sono anche le Stanze del Pisanello e l’Appartamento di Troia (di Giulio Romano). Di grande pregio è anche la raccolta degli Arazzi realizzati su cartoni di Raffaello. L’altro grande simbolo della Mantova gonzaghesca è Palazzo Te, realizzato sia nella parte architettonica che in quella pittorica da Giulio Romano tra il 1525 e il 1535: all’interno meritano una menzione la Sala dei Giganti, quella di Amore e Psiche e quella dei Cavalli. Prima di arrivare a Palazzo Te, tappa d’obbligo è la Casa del Mantegna, con il caratteristico cortile circolare. Da segnalare anche il Palazzo di San Sebastiano, recentemente restaurato e sede del nuovo Museo della città. Per quanto riguarda l’edilizia sacra s’impone la presenza di Leon Battista Alberti, autore nella seconda metà del secolo XV delle chiese di Sant’Andrea e di San Sebastiano (ora Famedio dei caduti).
Di fattura più composita, ma notevole specie per il suo interno (di Giulio Romano) e per le opere che ospita, è anche il Duomo. Dopo gli splendori dell’età gonzaghesca Mantova conosce un altro periodo di fervore artistico nel Settecento specialmente negli anni dell’imperatrice Maria Teresa: le testimonianze più importanti sono il Palazzo Vescovile, il Palazzo d’Arco e soprattutto il Teatro Accademico, squisita opera del Bibiena. Fra le opere d’arte contemporanea merita una citazione la Cartiera Burgo (P. L. Nervi) che si staglia sulle rive del Lago di Mezzo di fronte alla città. Mantova è una città a misura di pedone e di ciclista e questa vocazione è esaltata dai percorsi ciclabili che ne segnano il perimetro esterno: la sponda inferiore dei laghi è costeggiata da una pista ciclabile che unisce Borgo Angeli a Porto Catena ed è collegata, all’altezza del Ponte dei Mulini, a quella che giunge sino al lago di Garda.

 

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