Enogastronomia e cultura in Valchiavenna

Enogastronomia e cultura in Valchiavenna

Seguendo la buona prassi della Valtellina anche la vicina Valchiavenna eccelle nel campo del buon vino e del buon cibo: tra crotti e ristoranti tipici a tavola si assapora la ricchezza di una tradizione unica.

I crotti sono il simbolo della cultura valchiavennasca. Tra gli spiragli di tali massi soffia il “sorel“, una corrente d´aria a temperatura costante intorno agli 8°C, quindi tiepida d´inverno e fresca d’estate. Questa corrente d´aria è l’elemento da cui deriva la peculiarità del crotto, rendendolo infatti ambiente ideale sia per la maturazione del vino, dal momento che non c´è variazione di temperatura, sia per la stagionatura di salumi e insaccati, a cominciare dalla bresaola, e dei formaggi, d´alpe e di latteria.

Oltre ai tipici e più famosi prodotti valtelinnesi, la Valchiavenna offre il “Violino“, ossia un prosciutto ricavato preferibilmente dalla coscia o dalla spalla di capra che tradizionalmente viene affettato brandendolo come lo strumento musicale omonimo, appoggiato alla spalla. Curiosa credenza è quella di tagliare il salume intero ed ultimarlo prima che il pasto finisca, per evitare la sfortuna. Passando ai dolci, la torta fioretto, i biscotti di Prosto e la torta di Madesimo fatta con mirtilli raccolti nei nostri boschi sono i cavalli di battaglia della zona.

 

Centro storico Chiavenna

Antiche facciate dipinte, fontane e portali in pietra ollare, decorati con motivi floreali e geometrici, sono gli elementi che caratterizzano l´affascinante centro storico di Chiavenna. Un centro storico le cui origini risalgono al 500 d.C. inizialmente circondato da mura, in parte ancora visibili, che è passato quasi indenne attraverso secoli di storia ed ora è testimonianza di quanto Chiavenna sia stata ricca e importante al tempo dei grandi traffici con il centro Europa.

 

Il  Porticato

La costruzione, opera di mastri ticinesi, risale al 1698-99. E’ un bell’esempio di architettura rinascimentale. Le lapidi sulle pareti ricordano che il porticato delimitava l’antico cimitero con cappelle gentilizie. Dal Porticato si accede al Museo del Tesoro che conserva un vasto corredo di preziosi paramenti e arredi sacri, un rarissimo codice musicale dell’XI secolo e la “Pace di Chiavenna”, coperta  di evangelario dell’XI-XII secolo, capolavoro dell’oreficeria medievale.

 

Il campanile

Distrutta la torre precedente, già esistente nel XII secolo, fu iniziato il 9 giugno 1597 il campanile attuale, che fu portato a termine nel 1603. sopra il portalino in pietra ollare le due chiavi incrociate, sormontate dall’aquila, costituiscono lo stemma civico in pietra più antico di Chiavenna.

 

Palazzo Vertemate Franchi

Il complesso che comprende palazzo, rustici ed un sistema di aree a verde con diversificate caratterizzazioni funzionali, sorge all´estremità nord dell´abitato di Prosto, in una posizione isolata rispetto al borgo di Piuro, distrutto da una frana nel 1618. Dal 1988 il palazzo è Casa Museo del Comune di Chiavenna, che ha provveduto al restauro delle opere lignee interne, quadri ed alla catalogazione di tutti gli arredi e oggetti contenuti nel palazzo. L´edificio, dalle linee eleganti e sobrie, non fa trasparire all´esterno la ricchezza delle decorazioni e degli arredi degli spazi interni.

Il Mulino di Bottonera

 Il Mulino di Bottonera, fondato nel 1867, sorge nel vecchio quartiere artigianale di Chiavenna: una zona che è stata caratterizzata dalle attività che utilizzavano l´acqua del fiume Mera attraverso una serie di canali. Sorgevano mulini, una cartiera, un maglio, due fabbriche di ovatta, diversi birrifici ed il pastificio. Strutturato su tre piani ed organizzato secondo un complesso gioco di pulegge, nastri e macine proseguiva la sua attività ininterrottamente giorno e notte. È oggi possibile visitare il Museo strutturato su tre piani ed organizzato secondo un complesso gioco di pulegge, nastri e macine.

 

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