Il Duomo di Cremona e il suo Torrazzo

Il Duomo di Cremona e il suo Torrazzo

2 novembre 2016

CATTEDRALE SANTA MARIA ASSUNTA

Facciata
Di grande impatto visivo la facciata della cattedrale è una struttura complessa perché frutto di una serie di rielaborazioni nel corso dei secoli. Conserva tuttavia la originaria linearità stilistica nel nucleo principale che si organizza attorno al grande portale romanico, entro il protiro gotico. Iniziata nel 1107, dopo 10 anni subisce i danni di un terremoto. Ricostruita in cotto a vista con il profilo a salienti spezzati, presenta presumibilmente parte delle sculture del primitivo edificio al quale avevano lavorato maestranze come Wiligelmo, attive nel cantiere del duomo di Modena nel 1100. All’inizio del 1200 una nuova trasformazione avviene a cura di scultori di cultura antelamica e poi nella seconda metà dello stesso secolo per mano di maestranze campionesi. La facciata viene rivestita di marmi, viene ridotto il profilo a capanna, si aprono loggette, si costruisce rosone e protiro. Altri mutamenti avverranno nei secoli successivi fino al 1700.

Protiro
Slanciata struttura di gusto gotico (1283) inquadra il portale maggiore. E’ sorretta da 2 leoni su cui poggiano eleganti colonne. Il portale, detto Porta Regia, conserva negli stipiti 4 bassorilievi raffiguranti i profeti Geremia e Isaisa, Daniele ed Ezechiele, provenienti dalla facciata originaria del 1100.
Sopra l’arco del protiro domina il bel fregio dei Mesi, opera che rivela la sua dipendenza dall’analogo ciclo dell’Antelami per il Battistero di Parma.

Splendide le tre sculture trecentesche poste sotto gli archi della loggia. Raffigurano la Madonna col Bambino affiancata dai Santi Imerio e Omobono. Richiamano la matrice culturale toscana e per questo rappresentano un unicum nel panorama cremonese.

Bertazzola
L’elegante porticato rinascimentale che unisce la facciata della cattedrale al torrazzo sostituisce una simile struttura precedente in legno che collegava anche il Battistero. Non si conosce l’origine del nome Bertazzola. L’ipotesi più accreditata è che derivi da Berta de Zoli, moglie di Baldesio, leggendario eroe cittadino che alla fine del secolo XI avrebbe liberato Cremona dal tributo annuale di una palla d’oro all’imperatore Enrico IV. Decorano i parapetto (1726) 10 sculture in pietra che rappresentano i santi protettori della città.

Facciate dei transetti e abside

Vale la pena dedicare qualche minuto ad un giro completo dall’esterno della cattedrale. Il complesso absidale, coronato da un loggiato pensile, mostra pressoché intatta l’originaria struttura, che presenta particolare interesse per la spinta dell’insieme verso l’alto. Caratteristica questa che lo distingue da altre consimili creazioni del romanico padano.
La facciata Nord, ricca di trifore, quadrifore e rosoni ornati a intrecci geometrici, costituisce uno dei più begli esempi di gotico-lombardo. La facciata Sud pure ornata di trifore, quadrifore e rosoni è meno stilisticamente contenuta, appartenendo alla maniera del gotico maturo.

Varcando la soglia della cattedrale ci si trova davanti ad un tempio riccamente decorato. La pianta dell’edificio è a croce latina con tre navate, anche nel transetto, coperte da volte ogivali con vele dipinte a finti cassettoni. I tesori racchiusi sono davvero tantissimi, vale la pena visitare la cattedrale con cura. La navata centrale offre un ciclo pittorico cinquecentesco di altissimo pregio artistico con le storie della Vergine e di Cristo; i transetti presentano invece storie dell’Antico Testamento affrescate nel Quattrocento. Lungo le navate laterali preziose tele e altari di valore invitano il turista e il fedele a fermarsi per scoprire la bellezza dell’arte. Infine la cripta degli inizi del Seicento conserva i corpi dei 9 santi protettori della città.

La navata centrale
Il ciclo pittorico che decora le pareti e il coro della navata maggiore rappresenta uno dei massimi capolavori della pittura lombarda del Rinascimento. Il cantiere cremonese del Cinquecento si rivela una vera  e propria palestra di esercizio e ricerca stilistica.
Nel 1506 Boccaccio Boccaccino affresca la tazza absidale con il Redentore tra i Santi Imerio, Marcellino, Omobono, e Pietro esorcista e un anno più tardi realizza l’Annunciazione sulla fronte dell’arco che immette nel presbiterio.
Inizia nel 1514 lo splendido ciclo pittorico con Storie della Vergine e di Cristo che si snoda lungo le pareti della navata sotto il matroneo fino ad includere la controfacciata. I primi otto episodi sono opera di Boccaccio Boccaccino, mentre la successiva Adorazione dei Magi e La presentazione al Tempio vengono eseguite nel 1516 da Gianfrancesco Bembo. Altobello Melone conclude il ciclo della parete sinistra, lasciando l’ultima scena, Gesù tra i Dottori, ancora al Boccaccino, e dipingendo, sulla parete opposta, i primi 5 riquadri con scene della Passione.
Nel 1519 Girolamo Romanino inizia ad illustrare i 4 episodi seguenti ma, nel 1520 viene sostituito dal friulano Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, che affresca le ultime 3 storie della parete destra e sulla controfacciata, la grande e drammatica Crocifissione con la Deposizione sottostante.
Il ciclo pittorico viene ultimato da Bernardino Gatti che dipinge, sempre in controfacciata, la Resurrezione.

Cappella del Santissimo Sacramento
Alla destra dell’altare maggiore si trova la Cappella del Santissimo Sacramento che risale al 1633-34 su progetto dell’architetto Carlo Natali. Sei degli otto dipinti appesi alle pareti della Cappella fanno parte di una grande ancona realizzata a fine del 1529 su disegno di Giulio Campi, ancona che è stata smembrata verso la fine del secolo.
Nel Settecento vengono aggiunti alla Cappella 2 quadri di Giovanni Angelo Borroni, commissionati dalla Fabbriceria della cattedrale per completare la decorazione.
L’altare con marmi pregiati e finiture in argento è stato realizzato da Giovan Battista Trotti, detto il Molosso.

Cappella della Madonna del Popolo
Già intitolata a San Giovanni Battista, la Cappella della Madonna del popolo, che si trova alla sinistra dell’altare maggiore, assume la denominazione attuale solo nel 1750. In quella data viene infatti qui trasferita l’antica statua della Vergine venerata fino ad allora sull’altare maggiore e poi sostituita dall’attuale gruppo ligneo rappresentante la Madonna Assunta sorretta dagli angeli della fine del XVIII sec.

 

Il complesso della Cattedrale, cuore della chiesa cremonese, edificata, come attesta la pietra di fondazione nel 1107, distrutta dal terremoto del 1117, viene riedificata a partire dal 1129 in forme romanico-gotiche.  Di particolare rilevanza è il ciclo di affreschi cinquecenteschi della navata maggiore.Comprende anche il Battistero (sec XII) che ospita il museo delle pietre romaniche e il Torrazzo, di epoca medievale che con la ghirlanda del 1305 raggiunge mt 111, la più alta tra le  torri campanarie in muratura.
Indirizzo: Piazza del Comune – CREMONACremona
Telefono: 0372 27386 – 0372 495018
Sito: http://www.diocesidicremona.ithttp://www.cattedraledicremona.it

Orario di apertura (la visita è consentita prestando massimo rispetto durante le celebrazioni):

Lunedì – Venerdì 8.00 –12.00; 15.30 – 19.00

Sabato 8.00–12.00; 15.00 – 19.00
Domenica 7.30-12.30; 15.00- 19.00

Orario di visita (tassativo per gruppi)

nei giorni feriali al di fuori degli orari delle celebrazioni, normalmente dalle 10,30 alle 12,00 e dalle 15,30 alle 17,30
nei giorni festivi dalle 12 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00
Le visite guidate dei gruppi sono sospese durante le celebrazioni

 

TORRAZZO

La prima, edificata probabilmente nel 1267, è una torre romanica con merlatura guelfa. La seconda è costituita da due tamburi ottagonali (ghirlanda) collocati alla sommità della torre. Si ipotizza che la costruzione sia stata terminata nel 1305. La palla e la croce poste alla sommità della cupola risalgono al XVII secolo.

Suggestiva è la salita del Torrazzo dalla cui sommità si gode uno stupendo panorama della città e del fiume Po.
La cella campanaria racchiude 7 campane fuse nel 1744. Ognuna è dedicata ad un santo, compreso il protettore della città, S. Omobono. I loro suoni formano un concerto in la bemolle
L’orologio astronomico del campanile viene installato nel 1583 da Francesco Divizioli in sostituzione di uno più antico e a seguito della Riforma Gregoriana del calendario. Il meccanismo perfettamente funzionante è quello originale, mentre il quadrante è stato più volte ridipinto. La versione attuale risale al 1970. L’orologio è in grado di indicare il moto degli astri, le fasi lunari e il moto del sole.

 

SALA MULTIMEDIALE DEL TORRAZZO -La nuova sala multimediale sull’orologio del Torrazzo per conoscere da vicino un vero gioiello della città
Un meccanismo unico in Italia e per certi versi al mondo, la cui superficie supera abbondantemente i 50 mq, costruito con la miglior tecnologia conosciuta nel 1500, mirabile sintesi della cultura antica, medioevale e rinascimentale. A questo vero gioiello dell’arte e della tecnica – l’orologio astronomico del Torrazzo – è stata dedicata una sala multimedia che attraverso un video prodotto da Teleradio Cremona e una serie di pannelli illustrativi, ne spiega la genesi, lo sviluppo e soprattutto il funzionamento.

L’arte orologiaria è nata nella Pianura Padana, gli svizzeri hanno avuto solo l’accortezza di avviarne la produzione. Basti pensare che di origine cremonese era la famiglia Dondi i cui membri erano apprezzatissimi e ricercatissimi costruttori di orologi, come quello del Palazzo del Capitano di Padova. Sempre di Cremona era Jannello Torriani che fu chiamato dall’imperatore Carlo V a rimmettere in funzione l’Astrario del Dondi che i milanesi avevano trafugato da Padova. Eppure di cremonesi dediti all’arte orologiaria ve ne sono stati moltissimi nella storia, segno che passione e ingegno per la misurazione del tempo erano particolarmente sviluppate nelle nostre terre.
Secondo antiche notizie il primo quadrante apparve sulla torre campanaria nella seconda metà del XV secolo e aveva un diametro di 4 metri. Il successivo quadrante, del 1583, opera dei Divizioli (padre e figlio) era decisamente più ambizioso: esso misurava oltre 8 metri di diametro e fu dipinto sulla torre da Giovanni Battista Dordoni e Martino Pesenti su indicazione dei Divizioli stessi. Nel corso dei secoli il quadrante, che segna le 24 ore e che conta la fine del giorno al tramonto (secondo l’antica consuetudine delle cosiddette ore italiche) è mutato nel corso dei secoli ben 8 volte. Il più radicale sconvolgimento avvenne nel XVIII secolo con la soppressione delle indicazioni di carattere astrologico che ne ha ridotto la bellezza, la ricchezza e l’eccezionalità di un quadrante che voleva rendere pubbliche cose che appartenevano soltanto ai dotti. Il quadrante, inoltre, permette di conoscere il movimento del sole e della luna, molto importanti in ambito agricolo. Una particolarità: l’orologio segnala anche le eclissi in qualsiasi parte del mondo avvengano. La sala consta di tre spazi: il primo è una sorta di vano di ingresso ed ha come pavimento una possente lastra di vetro che custodisce la riproduzione in legno di una parte dell’ingranaggio dell’orologio. Il secondo è costituito da una serie di pannelli che illustrano la genesi dell’orologio, il suo funzionamento e la storia dell’arte orologiaria a Cremona. Il terzo, infine, è una piccola sala di proiezione dove è trasmesso il video prodotto da TRC. Nel bel mezzo della sala scendono i due gravi, protetti da un quadrato di vetro: uno è fonte di energia per l’orologio e l’altro per il suono delle ore.

La sala è stata pensata per rendere fruibile un vero gioiello della città: la conformazione proprio della macchina dell’ingranaggio, inscatolata in una struttura di legno, e le garanzie per un corretto funzionamento dell’antico meccanismo che non può subire alcun tipo di escursione termica, non rendono, infatti, possibile l’accesso permanente ai visitatori nel cuore dell’orologio stesso.

L’ambiente, moderno e funzionale, è stato pensato per ospitare gruppi e scolaresche e in prospettiva c’è anche l’idea che questo spazio possa diventare luogo di incontri e lezioni non solo sull’orologio, ma su tutte le ricchezze artistiche della Cattedrale.

È possibile salire sul Torrazzo ogni giorno (eccetto Natale, Pasqua e nella solennità dell’Assunta) dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.40. Costo del biglietto di ingresso: 5 euro (studenti e over 65: 4 euro). Compresa nel biglietto la visita alla sala che si trova quasi a metà della possente torre campanaria.

La sala si trova a metà del percorso di salita e la visita è compresa nel biglietto di accesso al Torrazzo .
Indirizzo: Piazza del Comune – CREMONACremona

Telefono: 0372 495029

E-mail: ragioneria@diocesidicremona.it

Sito: http://www.diocesidicremona.ithttp://www.cattedraledicremona.it

Orario:

È possibile salire sul Torrazzo ogni giorno (eccetto Natale, Pasqua e nella solennità dell’Assunta) dalle 10,00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00. Costo del biglietto di ingresso: 5 euro (studenti e over 65: 4 euro). Compresa nel biglietto la visita alla sala che si trova quasi a metà della possente torre campanaria.

 

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